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Yuri Kagawa: maestra di cucina giapponese

yuri-okYuri Kagawa nasce a Tokyo il 7 gennaio 1969. Con la famiglia si trasferisce presto ad Osaka e già da piccola comincia a leggere con grande curiosità i numerosi libri di cucina del mondo che la madre collezionava. A 9 anni, realizza la sua prima ricetta Dango, ovvero gli gnocchi di riso giapponese in salsa agrodolce… la sua storia d’amore con la cucina inizia qui. Soggiorna due anni in Italia dove studia l’italiano all’Università di Firenze e al contempo frequenta svariati corsi di cucina italiana, tra cui quello tenuto dalle Sorelle Simili a Bologna. Ottiene il certificato REC presso la Camera di Commercio di Firenze. Dopo la laurea in Letteratura, si trasferisce in Francia nella prestigiosa Scuola di Cucina Giapponese Tsuji di Lione, dove lavora come insegnante di francese. In questo celebre istituto alberghiero le viene affidato tra gli altri l’incarico di tradurre i libri di cucina in giapponese e di fare l’interprete nelle lezioni tenute da rinomati chef francesi, tra cui il noto Paul Bocuse, considerato uno dei più grandi cuochi mondiali del XX secolo. Questa esperienza sarà di fondamentale importanza per Yuri, che, a contatto con questa stimolante realtà riaccende la sua passione per la cucina, fino a farla diventare un lavoro. Nel 2001 si trasferisce in Italia e si sposa. Da allora tiene, con successo, corsi di cucina giapponese presso varie associazioni e scuole di cucina italiane. All’attività di insegnamento affianca quella di divulgazione vera e propria della tradizionale cucina giapponese, anche attraverso cene, degustazioni e partecipazioni a festival di settore. Attualmente vive a Padova ed ha due figlie.

Angela Maci: cuoca, sommelier e foodblogger

fotocarra-0483Classe ’78, bolognese di nascita, trevigiana di adozione. Appassionata fin da bambina di tutto quello che ruota attorno al cibo. Per lei la cucina è colore, semplicità, amore e rispetto. Specialista in storia e cultura dell’alimentazione, ha gestito per anni un club enogastronomico nel cuore di Bologna apportando la sua esperienza e confrontandosi con grandi professionisti del settore.  Sommelier AIS dal 1999, tiene corsi di cucina dal 2013,  ottiene l’attestato Alma presso la celebre Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Parma nel 2014, e diviene ospite esaminatore per la suddetta scuola. Oggi è consulente enogastronomico, maestra del gusto e sommelier. Autrice di due blog, il famosissimo Sorelle in Pentola (tra i foodblog più seguiti in Italia) e il blog di recente pubblicazione Storie Buone gestito unicamente da Angela e dove potrete conoscerla meglio. Nel 2013 riceve, con la sorella Chiara Maci, il Premio Italia a Tavola come Opinion Leader dell’anno. Angela è anche autrice di due libri di cucina: In due c’è più gusto (Pendragon Edizioni, 2011) e Storie d’A-mare. Dal Vermentino alla Gallura (Delfino Editore, 2016).

Marco Bortolon, chef vegano

marco-bortolon_cookiamo_vegan_trevisoClasse 1982, vegan dal 1998 e cuoco dal 2006. Partendo da una scelta etica, quasi da autodidatta, inizia un percorso di formazione sul campo in diversi ristoranti, nella maggior parte dei casi vegetariani e vegani tra Treviso, Milano, Londra, Roma, Padova e Venezia. Fondamentale l’esperienza al famoso Joia di Milano, mecca di vegetariani e vegani e unico ristorante vegetariano in Europa che, sotto la guida di Pietro Leemann, fu insignito di una stella Michelin dal 1996: “sicuramente è stata una scuola molto importante che mi ha trasmesso le basi organizzative e la filosofia di pensiero per come affrontare la cucina e il lavoro”. Tra le collaborazioni, citiamo l’attività al Roof Garden e al Saf Restaurant di Londra, e quella nelle prestigiose cucine di Alajmo, sia alle Calandre nel padovano che al Quadri di Venezia. Marco arriva a gestire le cucine di rinomati ristoranti vegani e vegetariani tra cui il Papilla a Cittadella (PD), il Rootmaster a Londra, il Ghea a Milano e infine il Papaglia nel vicentino. A luglio 2015 ha aperto, sulle colline verdeggianti del Montello, Chieto Vivere: il club enogastronomico vegan dove poter gustare le sue deliziose preparazioni in un panorama super rilassante, avvolti nella natura. Il lavoro di Marco è stato pubblicato su numerosi magazine e portali di settore, tra cui: Funny Veg, Social Veg, Il Giornale del Cibo, Ristorazione Italiana.

Chef Riccardo Rebesco

12295294_948904251843221_7346061329787417830_nDi origine veneziana, classe ’87. Riccardo si forma all’Istituto Alberghiero Andrea Barbarigo di Venezia e inizia la sua gavetta nel 2005 al Perbacco di Scorzè (Venezia), negli anni in cui il ristorante si guadagnò ben 86 punti con la nota guida Gambero Rosso. Fondamentale l’esperienza al celebre Gellius di Oderzo, tra i pochissimi ristoranti stellati in provincia di Treviso (anzi, fino a pochi anni fa ero l’unico ad avere la tanto aspirata stella Michelin), dove si occupa di pasticceria, affiancato da Alessandro Breda. Capisce che la sua strada non è quella (dei dolci, s’intende) e cambia rotta. Seguono esperienze molto formative a Cortina d’Ampezzo: prima al Tivoli sotto la guida di Graziano Prest, poi al Passo Giau al Ristorante Da Aurelio. E un paio d’anni a Bra, in Piemonte, nel lussuoso e rinomato Ristorante Garden dell’Albergo dell’Agenzia, inglobato nel mastodontico progetto del centro mondiale dell’enogastronomia di Carlo Petrini e Slow Food: l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Torna al Gellius di Oderzo, questa volta come responsabile dell’intero menù del Bistrot: cucina a vista, tutto su piastra. Un po’ come la sua ultima scommessa: da pochi mesi Riccardo è lo chef del rinnovato ristorante Al Corder di Treviso. Il suo marchio di fabbrica: cucina leggera, prevalentemente in piastra, grande attenzione all’armonia del gusto e a quella estetica, sapori ben distinti e riconoscibili.

Chef Marco Pincin

marco_pincin_chef_cookiamoOriginario di Montebelluna (Tv), classe 1969, ha un percorso inusuale: si laurea in Economia Aziendale all’Università Ca’ Foscari di Venezia e al contempo inizia a studiare all’Istituto alberghiero G. Maffioli di Castelfranco Veneto. Continua la sua formazione alla Etoile Academy di Sottomarina e inizia le sue prime esperienze nel campo della ristorazione. Vola a Parigi presso il pluristellato Lucas Carton, in Place de la Madeleine, dove impara i segreti per eseguire alla perfezione terrine e foie gras; successivamente ad Alicante, Barcellona e al prestigioso Tivoli di Cortina d’Ampezzo. Inizia a prendere confidenza con Casa Brusada, che allora era una trattoria gestita dalla sua famiglia, e nel 2000 prende definitivamente le redini del ristorante, modificando la location e affinando sempre più le sue doti culinarie, per arrivare ad oggi ad una cucina di estrema raffinatezza ed equilibrio di sapori, creando preparazioni di alto livello, belle da vedere e buone da mangiare. Marco ha all’attivo numerose collaborazioni con La Pasina, Ristorante da Alfredo El Toulà, Gruppo Ristoratori, Mionetto e numerose aziende vinicole (aprendo anche il suo “Brusada Wines”); è pubblicato su diverse riviste di settore, ha tenuto corsi sia per professionisti presso l’Istituto G. Maffioli di Castelfranco, che per appassionati e curiosi.

Sommelier La Dame Rouge

polaroid_cookiamo_dame_rougeDal 2013 si occupa dell’abbinamento cibo-vino ai corsi di cucina organizzati da COOKiamo e dal 2015, sempre per Cookiamo, tiene i corsi di degustazione e avvicinamento al vino. All’anagrafe Roberta Ziero, sommelier professionista. Abituata sin da piccola a seguire il padre nelle storiche osterie trevigiane e nelle cantine dove il vino si acquistava sfuso, Roberta è cresciuta tra i profumi dei vini veneti tradizionali: Malbec, Tocai (quando ancora si chiamava così), Verdiso, Marzemino, Verduzzo, Clinto, Fragolino… Negli anni in cui frequenta il mondo della ristorazione, fondamentale sarà l’esperienza al fianco di Lorenzo Libralato, geniale ed eclettico chef dello storico ristorante Sasso di Montebelluna (TV): qui apprende e si appassiona all’arte dell’allestimento delle sale, della mise en place, degli accostamenti di fiori, frutta, tessuti, ma soprattutto sperimenta ogni giorno nuovi abbinamenti tra cibo e vino. Nel 2006 diventa Sommelier con l’A.I.S. di Treviso, e dopo un esperienza pluriennale presso le più importanti enoteche trevigiane (tra cui Rossi e Baggio) ottiene nel 2009 il titolo di Sommelier Professionista. Nel 2012 inaugura a Treviso La Dame Rouge, il cui nome vuole richiamare l’atmosfera delle bottiglierie e dei bistrot parigini degli anni ’50. Nei 30 metri quadri della bottiglieria trovano spazio circa 250 etichette tra vini, birre e distillati attentamente selezionati, oltre che una proposta di cioccolato, oli extravergine DOP, aceti balsamici di qualità. La Dame Rouge ha insegnato Enologia presso l’Istituto Alberghiero Massimo Alberini di Treviso nel 2014.

Martino Beria, chef vegano

chef-martino-beria-4-1Chef e divulgatore di scienze e cultura della gastronomia vegan, ricerca nella cucina la giusta armonia tra sapore e ingredienti di qualità, nel rispetto del pianeta e di tutti gli esseri che ci vivono. Padovano, inizia a lavorare nelle cucine dei ristoranti all’età di 17 anni come aiuto cuoco. Studia Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione all’Università degli Studi di Padova. Dopo aver lavorato in ristoranti e catering, comincia la sua attività come chef mediatico lavorando per siti di cucina e come foodphotographer. Nel 2013, fonda con Antonia Mattiello, il portale lacucinavegetariana.it. Ad oggi tiene corsi di cucina per amatori ed operatori del settore, fa formazione negli istituti alberghieri, collabora mensilmente con le riviste Vegetariana e Vegan Life, di cui è lo chef ufficiale, e lavora come consulente per aziende e strutture ricettive. Nel 2015 esce con il libro di ricette vegan scritto a quattro mani (Martino Beria e Antonia Mattiello) Vegano Gourmand, edito da Gribaudo-Feltrinelli.

Chef Fabio Cattapan

profilo-fabioA soli 32 anni può già vantare 14 anni di esperienza sul campo. Dopo l’Istituto Alberghiero G. Maffioli di Castelfranco Veneto, inizia il suo percorso nelle cucine di prestigiosi ristoranti. Prima in Italia al Grand Hotel Sirmione sul Lago di Garda, sotto la guida di Francesco Lavarini, poi all’estero alle Isole Canarie, a Londra da Otto e Mezzo Restaurant e con lo Chef Paolo Simeoni da Toto’s Restaurant. Nel 2007 approda al Four Seasons di Milano, dove rimarrà tre anni sotto la direzione del noto e rispettatissimo Sergio Mei. Dal 2010 diventa Chef del Ristorante Biologico di famiglia OSTERIA PIRONETOMOSCA, segnalato in diverse guide e referenziato da anni con la chiocciola Slow Food. Fabio ha vinto diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Master Chef Sailing&Food nel 2013. La sua filosofia associa il piacere della gastronomia all’etica della biodiversità alimentare.

Chef Samuele Beccaro

SAMSUNG CSCClasse 1981. Si forma all’Istituto alberghiero G. Maffioli di Castelfranco e inizia a girare tra le cucine d’Europa, approdando nella capitale gastronomica del vecchio continente, Parigi, dove forma le basi della sua filosofia culinaria. Prosegue il suo percorso presso rinomati ristoranti esteri a Londra, Monaco di Baviera, Zurigo, Los Angeles. Approda al Four Seasons di Milano, sotto la guida del noto Chef Sergio Mei, esperienza che lo forgerà più di ogni altra. Torna nelle zone d’origine per gestire la cucina de La Ragnatela di Mirano, una cooperativa molto attiva nella promozione dei Presidi Slow Food, segnalata in tutte le guide gastronomiche d’Italia. Samuele è invitato di frequente alla trasmissione Rai La Prova del Cuoco ed è docente alla Scuola di formazione professionale Dieffe di Spinea (VE).

Chef Cristian Mometti 

cristian-momettiDopo aver lavorato in Italia e all’estero per importanti compagnie alberghiere, ha sviluppato la sua personale linea di cucina, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui il I° Premio al concorso Cuoco dell’anno 2009 di Erba. Oggi è riconosciuto in particolar modo per essersi fatto portabandiera della Vasocottura, una specifica tecnica di cottura attorno alla quale ha prodotto il libro dall’omonimo titolo, classificatosi al primo posto in Italia e quarto al mondo al concorso Gourmand World Cookbook Awards nella categoria Best First Cookbook. I punti cardine della sua ricerca: essenza, profumo, colore e consistenza.

Chef Martino Di Stefano

008Con Martino e il suo talento straordinario ha avuto inizio questa splendida avventura gastronomica! Martino è un ex copywriter trevigiano, datosi alla cucina. Classe ’76, non ha una formazione accademica sul tema, bensì da autodidatta che si è fatto le ossa facendo esperienza in numerose realtà della ristorazione veneta e veneziana. Inizia la sua esperienza in cucina a Vicenza nello storico Mulin Vecio di Caldogno, con Amedeo Sandri, grazie al quale apprende le basi di una cucina fortemente legata al territorio. Nel veneziano affina la sua attitudine alla cucina regionale in diversi ristoranti tipici, fino ad approdare al ruolo di Responsabile Catering di Palazzo Grassi dove collabora col ristorante Vecio Fritolin per quattro anni, alternando il lavoro al ristorante a quello collegato agli eventi artistici, culturali e mondani del museo (Palazzo Grassi e Palazzina Grassi). Tra gli eventi più imporanti, ricordiamo: la serata di gala Gucci per l’inaugurazione della mostra Mapping the Studio, il banchetto per il matrimonio del due stelle Michelin madrileno Sergi Arola, l’evento inaugurale per la Biennale di Venezia con il due stelle Michelin di Torino Davide Scabin (Castello di Rivoli). Un vero talento della cucina!

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